Come alcuni di voi sapranno, il mio mondo non è fatto solo di ciabatte pelose, ma anche e soprattutto di carta. Se la cosa vi sfugge, date pure un occhiata qui e capirete di che sto parlando.

Ecco le Nike Air Max 1/97 di Sean Wotherspoon noto collezionista di moda vintage,
ha vinto un concorso nel 2017 organizzato da Nike.

Con la carta si può fare tutto, non solo i libri (aggiungo un altro tassello al mio curriculum, ho passato buona parte dei miei decenni di vita nel mondo dei libri, essendo io figlia di un noto editore d’arte), e quando mi sono passate sotto gli occhi le foto delle Nike Air Max 1/97 di Sean Wotherspoon ho pensato, ecco un bel paio di scarpe da ginnastica dal gusto retrò, con un po’ di velluto messo lì per ricordarci gli anni ’80. Ma non era proprio così…

I velluti non erano di velluto, la tomaia non era di tomaia, era tutto rigorosamente di carta!! E sì, le foto che stavo osservando non erano di autentiche Nike, ma di un paio di scarpe scultura perfettamente realizzata in carta da una bravissima paper artist, Lydia Kasumi Shirreff.

Perfette in ogni particolare, magnifiche Nike Air Max 1/97 SW diLydia Kasumi Shirreff
Anche la suola… non è di gomma, ma di carta!

Londinese, Lydia è già molto nota per le sue sculture di carta, coloratissime e geometriche, realizzate per noti brand e utilizzate in set fotografici e allestimenti.

E le scarpe di carta? Perfette in ogni particolare, gemelle alle originali, sono facilmente confondibili, magnifiche.

Felice io di scoprire che la carta stia diventando più di un prodotto bidimensionale “povero”, che finalmente è riconsiderato e valorizzato non solo per il suo semplice uso di “supporto” o per disegnare.

È forse la volta buona che anche i gioielli di carta non saranno considerati più “solo di carta”?

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