Le strabilianti Furry loafers, alias mocassini col pelo, alias ciabatte pelose, le prime ed uniche… o quasi? È impossibile, almeno per me, sapere quando sia stata messa in commercio la prima ciabatta pelosa da strada, ma credo di aver almeno individuato la Casa Madre, il brand di tutti i brand, che ha deciso di lanciare nello spazio profondo questa folle follia.

E di chi è stata l’idea?

Non potendo (per ora) fare nomi, giusto per non inimicarmi Casa Madre (sia mai che un giorno mi chiamino per provarne un paio, e io dopo mi vedrò costretta a fare outing con la mia migliore amica, cioè questo blog), posso però fare foto… e piazzarvene un po’

 

in modo che voi tutti possiate facilmente indovinare di chi si tratta.

Comunque stavo scherzando, i nomi si possono fare e vi metto anche i secondi e i terzi nomi e cognomi. Che magari vi piaceranno di più…

Lo so che le conoscete già. Queste furry loafers sono la versione aggiornata, l’upgrade del modello di mocassini Gucci Princetown disegnati e pelosizzati da Alessandro Michele, il direttore artistico, l’anima pelosa di Gucci dal 2015.

Ho detto anima pelosa, porse è per questo che….?

I mocassini pelosi hanno creato non poco scalpore a causa del fatto che sono farcite di pelliccia di canguro, e questo indubbiamente ha creato parecchio scalpore tra gli animalisti. A quanto pare però, il pubblico, quello che compra, se ne infischia totalmente, vista la vastità di modelli creati, di modelli venduti e pagati con una somma di denaro non indifferente che va sborsata ogni volta. Ah, la coerenza!

Naturalmente sono anche protagoniste della Saga “Ciabatte Pelose”, come potevo non includerle nel cast?

Di modelli ce ne sono una quantità infinita, con pellicce diverse e pellami più o meno ricamati, pitturati. Alcune sono divertenti, altre mostruosamente orribili, altre davvero esagerate e importabili, e vi assicuro che siamo al limite del #CafonalChic.

State pure certi che ve le mostrerò tutte, o quasi, perchè più indago e più ne saltano fuori di nuove, ed è proprio difficile stare dietro alla panificazione quotidiana. A quel punto subentrerete voi e a voi lascerò l’onere di bollarle come #CafonalChic o #UnCafonalChic. Meglio che vi prepariate.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *